In ogni gruppo di progetto sono presenti varie professionalità, che concorrono alla redazione degli elaborati, che consentiranno di eseguire l’opera.
Progettare la sicurezza nel cantiere è non solo possibile, ma anche necessario e obbligatorio.
Infatti bisogna privilegiare nella progettazione dell’opera tutte quelle lavorazioni che, per loro natura, comportano un’assunzione di rischio che possa essere conosciuta e soggetta a misure preventive.
La specifica competenza acquisita dallo Studio Tecnico di Ingegneria ing. Fulvio Giani, nasce da una decennale (1987 – 1997) esperienza nella Direzione Tecnica di Cantiere, assunta in interventi nel campo delle manutenzioni, delle ristrutturazioni e delle nuove costruzioni che lo hanno portato, fin dal 1997, anno di entrata in vigore del D. Lgs. n. 494/96, ad avere titolo per svolgere coordinamenti sia in fase di progetto che di esecuzione.
Modalità di espletamento dell’attività di coordinamento in fase di progetto.
In fase di progetto per redigere il Piano di Sicurezza e Coordinamento è necessario svolgere le seguenti attività:
- Riunione iniziale con i progettisti ed il committente e acquisizione degli elaborati di progetto;
- Verifica della presenza dell’elenco degli elaborati progettuali;
- Verifica della corrispondenza tra l’elenco degli elaborati e gli elaborati progettuali acquisiti;
- Acquisizione dati di progetto mediante la verifica di: elaborati grafici; relazioni tecniche; capitolati speciali d’appalto; computo metrico estimativo, elenco e analisi prezzi.
- Individuazione di problematiche, eventuali aspetti progettuali da chiarire, ecc. per pro- cedere alla stesura del P.S.C. (appunti di lavoro);
- Richieste scritte di chiarimenti ovvero di riunione di coordinamento ai progettisti e/o al committente;
- Analisi risposte dei progettisti;
- Prima riunione di coordinamento e chiarimento con progettisti e committenza;
- Sopralluogo nel sito di intervento per rilevare caratteristiche del luogo, fattori di rischio, interferenze, etc;
- Redazione prima bozza di: cronoprogramma (programmazione dei lavori); schema di cantiere (organizzazione del cantiere in funzione dei dati di progetto e dei rilievi effettuati durante il sopralluogo in sito); schede di lavorazione (analisi delle lavorazioni e individuazione di risorse-manodopera, materiali, attrezzature, macchine, rischi e misure di sicurezza); schede di dettaglio delle lavorazioni (rischi e misure di prevenzione e protezione); relazione (natura del terreno, impianti preesistenti, condizioni al contorno condizioni climatiche/meteorologiche, allestimenti provvisionali previsti) con relativa analisi del rischio e prescrizioni; fascicolo tecnico (individuazione di dispositivi/attrezzature di sicurezza per futuri interventi di manutenzione).
- Riunioni periodiche di coordinamento e chiarimento con la Committenza e i progettisti; fase della redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento e del Fascicolo Tecnico, in particolare si redigono gli elaborati definitivi: crono-programma; relazione tecnica; schede di lavorazione; schede di dettaglio delle lavorazioni; schema di cantiere; fascicolo tecnico; costi di sicurezza.
- Verifica della documentazione compilando la check-list eventualmente predisposta dal Committente; Consegna del Piano di Sicurezza e Coordinamento e del Fascicolo Tecnico.
Lo Studio Tecnico di Ingegneria ing. Fulvio Giani nella sua attività di progettazione della sicurezza, si occupa di svolgere tutti quei compiti che gli sono attribuiti dal D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. per il cantiere in oggetto.
Modalità di espletamento dell’attività di coordinamento in fase di esecuzione.
Tenuta e aggiornamento dei documenti inerenti la sicurezza. In cantiere, in sinergia con la Committenza e con la Direzione Lavori, conformemente al Titolo IV del D. Lgs. N. 81/2008 e s.m.i. si prevede di attenersi a quanto richiesto dalla Norma e dalla Prassi per l’attività di Coordinamento in Fase di Esecuzione.
Durante la realizzazione dell’opera, il CSE: verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro; verifica l’idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento (PSC), assicurandone la coerenza con quest’ultimo, adegua il piano di sicurezza e di coordinamento e il fascicolo, in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, verifica che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza; risulta quindi necessario che valuti preliminarmente il PSC e lo aggiorni, aggiornando se necessario anche i costi di sicurezza.
Organizza tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione; verifica l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere; segnala al committente e al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni e alle prescrizioni del piano, e propone la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto.
Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il coordinatore per l’esecuzione dà comunicazione dell’inadempienza alla azienda sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti; sospende, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni, fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.
La Norma comporta quindi una serie di azioni la cui prassi nel tempo si è consolidata e compone quella che è l’attività operativa del CSE.
Il CSE, all’atto dell’assunzione dell’incarico, è tenuto a verificare l’adeguatezza del Piano di Sicurezza e Coordinamento, tenendo conto delle eventuali modifiche intercorse dopo la fase progettuale.
Nel caso che le modifiche siano tali da non rendere più idoneo il PSC originale, il CSE procederà all’aggiornamento del PSC o, nel caso, alla sua nuova progettazione. E’ bene ricordare che il PSC è un documento non statico, ma dinamico, e deve essere adeguato in relazione all’evoluzione dei lavori e alle eventuali modifiche intervenute.
Il CSE è tenuto ad introdurre, prima della effettuazione dei lavori, le necessarie modifiche al PSC e, comunque, in caso di assenza di tali modifiche, a disporre la sospensione dei lavori.
Altra azione importante alla gestione del cantiere è la riunione preliminare di coordinamento prima dell’inizio dei lavori. Si tratta di invitare le imprese esecutrici aggiudicatarie degli appalti e di richiedere la presenza del Responsabile dei Lavori e del Committente.
Nella riunione preliminare il CSE, di solito, illustra il PSC, opportunamente modificato e validato, e qual è il suo spirito progettuale, condivide con i vari soggetti operanti quale sarà il metodo con cui effettuerà azioni di coordinamento e controllo, evidenzia quali saranno i dettagli, che dovranno essere contenuti nel P.O.S. e analizza le richieste migliorative della sicurezza proposte dalle imprese esecutrici.
E’ bene considerare, come riunione preliminare, ogni riunione che deve essere ripetuta prima dell’ingresso in cantiere di una nuova impresa.
Prima dell’ingresso in cantiere di qualunque impresa esecutrice, il CSE è tenuto a verificare la sua documentazione specifica. Si verificheranno il P.O.S., i dati identificativi dell’Impresa e sua regolarità contributiva, la dichiarazione di organico medio annuo (D.O.M.A.), La verifica degli adempimenti di legge in capo alla impresa appaltatrice, alle imprese sub-appaltatrici, ai noli a caldo (con risorse umane), ai noli a freddo (senza operatore) e ai lavoratori autonomi.
La Norma ha introdotto una utile check list per la verifica della idoneità professionale di quanti interverranno. I documenti nel cantiere dovranno essere presenti, continuamente aggiornati, idonei e conformi. Saranno introdotte procedure di reperimento, di conservazione e di aggiornamento.
- All-focus
Altro momento di grande importanza è la riunione periodica per la azione di coordinamento, che deve essere ripetuta periodicamente nel corso della vita del cantiere.
Solitamente il verbale contiene un riassunto della discussione, con riferimenti specifici agli accordi raggiunti, l’individuazione del responsabile di ogni azione che deve essere intrapresa e la sua data di attuazione, schizzi esplicativi e riferimenti alla documentazione fotografica e al cronoprogramma.
Si evidenzia come l’obiettivo principale sia quello di organizzare tra gli esecutori la cooperazione, il coordinamento delle attività e l’informazione reciproca, di verificare che il PSC sia stato applicato e di procedere, nel caso, a variarlo, integrarlo e aggiornarlo. Inoltre si tratterà di adeguare il crono-programma, individuando chi deve fare, che cosa, dove e quando.
Infatti, individuate le lavorazioni interferenti, ci si potrà attivare in modo che i lavoratori interessati ricevano, attraverso la corretta catena di comando, le informazioni sulle modalità da attivare e le prescrizioni concordate nella riunione.
Il verbale della riunione di coordinamento sarà di fatto (e sarà dichiarato) un documento di integrazione al PSC.
Altra attività importante sono i sopralluoghi per verificare che il PSC sia applicato e così che il POS sia effettivamente eseguito. Sarà quindi necessario contestare per iscritto le eventuali inadempienze, prestando attenzione ai rischi interferenziali dovuti alla contemporanea presenza in cantiere di più lavorazioni, di più imprese e di più lavoratori autonomi e ai rischi più gravi individuati nella progettazione della sicurezza e riscontrabili nel procedere dell’attività lavorativa.
- All-focus
Può accadere che le condizioni del cantiere comportino azioni estreme.
La sospensione dei lavori, da parte del CSE, è limitata alla lavorazione (possono essere anche più lavorazioni collegate), che è considerata un pericolo grave ed imminente per i lavoratori.
Non può comunque essere il metodo per fare sicurezza, ma la dolorosa eccezione. La sospensione è valida, fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese esecutrici.
Il CSE, dopo un diretto riscontro, deve valutare secondo il buon senso, l’esperienza e la competenza, se il pericolo è grave (può cagionare morte o gravi lesioni) e se è imminente (può concretizzarsi proprio in quell’istante).
Se la irregolarità si protrae, è necessaria la comunicazione, da parte del CSE, al Committente, previa contestazione scritta all’impresa. E’ bene che la segnalazione, sia eseguita in forma scritta, per poter documentare l’azione.
Infine se il Committente risulta inerte alla segnalazione, scatta l’obbligo di comunicazione dell’inadempienza all’A.S.L, territorialmente competente, e alla D.P.L. In definitiva bisogna mantenere una comunicazione efficace all’interno del cantiere allo scopo di implementare costantemente la necessaria attività di prevenzione e protezione all’interno del luogo di lavoro.
In ultimo il CSE è tenuto a favorire il coordinamento dei RLS e RLST. Si eseguiranno riunioni e sopralluoghi con i RLS e gli RLST valutando lo stato di applicazione dei documenti di sicurezza e di quanto previsto dal CCNL.
Il CSE si impegna, affinché l’organizzazione dei lavori, gli orari di lavoro (compreso eventuali turnazioni) e la loro distribuzione nell’arco della settimana, i riposi, le ferie e la chiusura dei cantieri, i livelli occupazionali, i diritti sindacali, le indennità, l’accoglienza, così come la formazione e la sicurezza, rappresentino temi su cui sviluppare un confronto. Gli incontri, promossi dal CSE, non sostituiscono le riunioni di coordinamento con le imprese, ma sono una attività a parte.
In queste attività si concentra la Prassi consolidata che il CSE pone in atto, ed è così articolata. Presenza in cantiere e rapporti con la Committenza e la Direzione Lavori.
Le modalità di azione sono state descritte nel punto precedente. In merito alla presenza in cantiere si considera che periodicamente eseguiranno accessi al cantiere per attività di sopralluogo o di vigilanza gli assistenti del CSE e/o il CSE stesso.
La responsabilità data dalla Norma del coordinamento e il riscontro diretto delle azioni permane comunque unicamente sul CSE, che può essere coadiuvato dal suo Ufficio, ma non ha possibilità di delega.
Questo garantisce una presenza in corrispondenza di tutte le fasi critiche (sopralluoghi periodici) identificabili nel crono programma e/o rilevabili con il confronto diretto. Ogni settimana il CSE sarà disponibile per la riunione con le imprese, con la Committenza e con la Direzione Lavori di cui, per quanto gli compete, redigerà un verbale.
Il CSE sarà reperibile H 24 (24 ore su 24 ore, 7 giorni su 7, servizio che i Clienti abituali hanno già potuto verificare in passato) al numero del proprio telefono portatile e garantirà modalità di intervento concordate per risolvere situazioni di emergenza. Eventuali periodi di malattia o di assenza, dovuta a necessità legittima, del CSE, saranno gestiti con l’intervento di personale altamente qualificato per la necessaria supplenza.
Organizzazione che sarà adottata per lo svolgimento della funzione di coordinatore in fase di progetto CSP e coordinatore in fase di esecuzione CSE con specifica azione:
Delle risorse umane con specificazione dei ruoli: La responsabilità del ruolo è unicamente addossabile alla persona fisica del CSP e del CSE senza possibilità di delega.
Comunque nella attività di coordinamento, in ogni cantiere, sarà impegnato il titolare dello Studio con funzione di coordinatore della sicurezza in fase di progetto e di esecuzione, ingegnere con specifica qualifica, aggiornamento quinquennale e specializzazione, coadiuvato da un dipendente dello Studio, ingegnere o architetto, dedicato esclusivamente a questa attività.
Il team opererà nel rispetto delle prescrizioni del Titolo IV del D. Lgs. N. 81/2008 e s.m.i. , secondo metodologie consolidate ormai dal 1997, anno in cui lo Studio ha iniziato l’attività di coordinamento della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili con l’originario D. Lgs. N. 494/1996. Per le inaspettate supplenze opererà personale qualificato, sotto la responsabilità del titolare dello Studio.
Lo staff è sottoposto ad attività di formazione e qualifica costante, in modo da crescere professionalmente e umanamente. Il capitale umano e la rete di relazioni in ambito della specialità sicurezza sul lavoro sono uno dei punti di forza dello Studio.
Delle risorse strumentali: La attività di progetto e di esecuzione sarà svolta con l’ausilio di postazioni di lavoro dedicate al cantiere (CPU, monitor, tastiera) collegate alla rete web.
Una di queste postazioni sarà mobile e troverà collocazione dinamica, a seconda delle esigenze, all’interno del sito di intervento durante l’attività in cantiere, mentre la postazione individuata presso lo Studio del coordinatore sarà collegata via web su apposita piattaforma.
Sarà a disposizione la banca dati dello Studio, dedicata ai temi della sicurezza sul lavoro e l’archivio, che racchiude molte esperienze relative ad attività del tutto simili in strutture su cui si incentra il cantiere.
Si utilizzeranno strumenti digitali e programmi di elaborazione del prodotto fotografico e attrezzatura tradizionale e innovativa per il rilievo.
I computer sono dotati di programmi pacchetto Windows, Microsoft Office e di programmi di disegno Autocad. La esecuzione della sicurezza, calata nello specifico cantiere, non necessita di programmi generali di gestione, ma di banche dati fornite e aggiornate e di esperienze specifiche e condivise da gruppi di lavoro affiatati e sinergici.
Per il cantiere tutta la documentazione di sicurezza sarà consultabile su un sistema on line dedicato con accesso tramite username e password per utenti abilitati su piattaforma dedicata.
Lo Studio ha iniziato comunque un programma di potenziamento degli aspetti digitali.
Per BIM Safety si intende l’applicazione delle tecnologie BIM al servizio della programmazione e gestione della sicurezza con metodologia applicata al settore H&S – Health and Safety, grazie alla pianificazione integrata del cantiere in modo da: visualizzare e controllare digitalmente il cantiere; identificare eventuali rischi e pericoli; risolvere questioni come la pianificazione delle fasi di lavoro, la mancanza di comunicazione e formazione dei lavoratori, le interferenze tra le varie lavorazioni.































