Dopo qualche giorno dalla chiusura del 69° Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia, che si è tenuto ad Ancona dal 13 al 16 ottobre 2025, provo a condividere quanto mi è rimasto di questa particolare esperienza. Il Congresso è il momento più alto della vita istituzionale degli Ordini territoriali. È lo spazio in cui tutti i rappresentanti della Categoria si confrontano per definire priorità, impegni e linee di agire comuni. Nel corso dei lavori particolare importanza ha avuto quanto è emerso dall’esame del disegno di legge recante “Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali”, approvato dal Consiglio dei Ministri nella prima metà dello scorso mese di settembre. Il CNI, con il contributo fattivo degli Ordini territoriali è chiamato a contribuire alla fase di attuazione dei decreti legislativi che dovranno tradurre i principi contenuti nel disegno di legge in strumenti concreti. Le tematiche più delicate riguardano il riordino delle competenze e delle attività riservate o attribuite, l’attuazione della legge n. 163/2021 in materia di lauree abilitanti, la riforma della formazione continua, l’inserimento di eventuali nuovi percorsi di specializzazione, il principio dell’equo compenso, la qualificazione di Ordini e Consigli Nazionali quali enti pubblici non economici di natura associativa dotati di autonomia patrimoniale e finanziaria, il mantenimento della vigilanza da parte del Ministero della Giustizia, la revisione della disciplina dei Consigli di Disciplina Territoriali. Si è parlato della riorganizzazione dei percorsi di studio accademici della Professione di Ingegnere. Il ciclo di studi deve essere orientato in modo da consentire di ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione contestualmente all’acquisizione della laurea magistrale, previo periodo di tirocinio interno al percorso accademico, affidato a professionisti e operatori qualificati, accreditati dagli Ordini territoriali. Si è parlato di una nuova normativa elettorale e dell’iscrizione obbligatoria all’albo per tutti gli ingegneri e di altri aspetti di grande importanza per la professione quali la IA, il Codice dei Contratti Pubblici, l’etica e la deontologia. L’occuparsi di come viene gestita la professione nei suoi aspetti culturali e operativi è di grande soddisfazione e poter dare un contributo fattivo è un grande impegno, ma anche una grande soddisfazione.







