Nel corso dell’attività di coordinamento della sicurezza in un cantiere per l’allacciamento di una tubazione ad un collettore fognario è stato necessario eseguire una galleria scavata a mano. Trattandosi di una attività in ambiente confinato è stato necessario verificare che l’Impresa che eseguiva l’attività fosse qualificata secondo i dettami del DPR n.177/2011. Si è quindi verificata la presenza di personale e preposto esperti, che fossero state effettuate le attività di informazione e di formazione richieste, che fossero a disposizione i dispositivi di protezione individuale, le attrezzature di lavoro e le strumentazioni necessari, nonché fosse stato effettuato l’addestramento dei lavoratori all’uso degli stessi e che fosse stata pianificata la procedura da porre in atto a fronte dell’emergenza. La profondità del collettore fognario ha reso necessario l’esecuzione di una galleria in cui inserire la tubazione da allacciare. Per arrivare alla profondità di esecuzione della galleria è stato necessario eseguire un pozzo scavato a mano. Per fare questo ogni metro di scavo è stata appoggiata sul fondo dello scavo di centina circolare di diametro 120 cm costituita da lamiere divise in quattro segmenti a simmetria radiale e assemblate con ganci sulla sommità. E’ stata quindi eseguita una colata di calcestruzzo tra questa armatura metallica e il terreno per formare le pareti pozzo. Dopo il disarmo si è proceduto allo scavo del successivo metro e si è ripetuta la precedente procedura. Questo è stato fatto di metro in metro, fino alla quota di imposta della galleria. Partendo da questo piano orizzontale è iniziato lo scavo armato della galleria con la tecnica del marciavanti. Questa è un metodo di escavazione in cui, a mano a mano che si scava, si fanno avanzare a sbalzo i tavoloni in legno marciavanti, introdotti fra la parete dello scavo e il contorno dei quadri d’armatura (centine quadro), in modo da contenere il terreno che potrebbe franare. Il quadro, nel nostro caso, era costituito da due pali laterali del diametro di 15 cm con altezza superiore ai 120 cm. Sui due pali laterali erano stati sagomati due incastri tali da creare un corpo unico con il palo di cappello (parte superiore) e il palo di soglia (parte inferiore) diametro di 12 cm. Agli angoli sono state fissate delle saette e delle chiavi che hanno legato le centine. Tra il terreno e l’estradosso del cappello sono state inserite le cosiddette tavole di legno “marcia” dello spessore di 5 cm, mentre sui lati delle strutture sono state inseriti i “fianchi” costituiti da tavole di legno dello spessore di 3 cm. Sono state costruite così delle armature che inizialmente hanno lavorato a sbalzo e si è provveduto a intasare il vuoto tra l’armatura e il terreno con paglia. Con l’inserimento di una nuova centina quadro e di nuovi tavoloni a sbalzo si è proceduto nello scavo, 70 cm alla volta, ripetendo la procedura. Raggiunto il collettore, inserita e allacciata la tubazione, utilizzando il terreno precedentemente scavato, si è riempita la galleria, lasciando tutta l’armatura lignea a perdere, fino al pozzo che è stato anche lui riempito con il materiale di scavo. I rischi da prevenire sono stati principalmente il crollo-franamento delle pareti dello scavo con conseguenze di seppellimento dei lavoratori all’interno dello scavo; il dissesto /o il crollo di fabbricati adiacenti allo scavo; la caduta dall’alto di cose-persone all’interno dello scavo. Il rispetto scrupoloso delle procedure e il controllo attento della attività, sono stati sufficiente attività di prevenzione. A livello di coordinamento si è provveduto a continue ispezioni, anche all’interno delle gallerie in fase di realizzazione, per verificare la completezza e la coerenza delle opere di puntellamento, le modalità di illuminazione e la gestione dell’aria viziata.







