Nell’ambito del coordinamento della sicurezza nei cantieri di nuova costruzione, l’impiego di parapetti temporanei è una pratica diffusa. Tuttavia, non è raro riscontrare realizzazioni che non soddisfano i requisiti minimi di sicurezza. Come viene fatto il parapetto dice molto di come è gestito il cantiere e può diventare un indicatore della qualità complessiva della gestione della sicurezza da parte dell’Impresa. È quindi fondamentale definirne con chiarezza le caratteristiche, descrivendo la configurazione di un parapetto “normale” conforme alla normativa. Un parapetto efficace è costituito da elementi essenziali che garantiscono la protezione sia contro il rischio di caduta dall’alto, sia contro la caduta di materiali. In primo luogo, il corrente superiore (o corrimano) rappresenta l’elemento più alto e fornisce il principale sostegno all’operatore. Deve essere installato a un’altezza non inferiore a 100 cm dal piano di calpestio, in modo da impedire lo scavalcamento accidentale e offrire un appoggio sicuro. A metà distanza tra il corrente superiore e la tavola fermapiede si colloca il corrente intermedio, la cui presenza è indispensabile per evitare il passaggio del lavoratore attraverso lo spazio libero tra gli elementi del parapetto. Alla base si trova la tavola fermapiede, con altezza minima di 15 cm, la cui funzione è impedire la caduta accidentale di oggetti, utensili o materiali verso i livelli sottostanti. I montanti, infine, sono gli elementi verticali di sostegno ai quali vengono fissati i correnti. Devono essere saldamente ancorati alla struttura portante e dimensionati per resistere alle sollecitazioni, in particolare alle forze orizzontali derivanti da eventuali urti. Nel complesso, un parapetto correttamente realizzato deve garantire robustezza, stabilità e continuità, evitando la presenza di spazi vuoti pericolosi e contribuendo in modo determinante alla prevenzione degli infortuni sul lavoro. Purtroppo il parapetto è spesso cannibalizzato di alcuni suoi elementi o eseguito in maniera fantasiosa e inefficiente, diventando, più che un apprestamento di sicurezza, una insidiosa trappola.







