Nel corso dell’attività di coordinamento della sicurezza, in un cantiere di montaggio prefabbricati industriali, è stata considerata la procedura di montaggio dei pilastri prefabbricati su fondazioni con tirafondi. Si è trattato di avvitare sulle barre filettate che sporgono dal getto i dadi di appoggio che in concorso con un pacchetto di piaste reggeranno il pilastro. Questo, come vedremo, viene sollevato e infilato nei tirafondi. Successivamente si avvitano i dadi superiori con rondelle. Si procede quindi alla piombatura con avvitamento/svitamento dei dadi e successivamente al getto di malta di inglobamento e di sigillatura. Il pilastro da posizionare inizialmente era stoccato in posizione orizzontale e ha dovuto essere verticalizzato. In ottemperanza alle istruzioni contenute nel piano di montaggio per il sollevamento è stato infilato uno spinotto di acciaio nell’apposito foro presente presso la sommità del pilastro. Lo spinotto presentava una parte con arresto fisso, collegato con catenella alla fune di sollevamento e dall’altra una coppiglia amovibile, in modo da impedire lo sfilamento o lo sganciamento accidentale. Una volta che è stato verticalizzato e infilato nei tirafondi del plinto, avvitati i dadi, in modo da allinearlo e piombarlo (con verifica strumentale), si è provveduto a stabilizzarlo (spessori, cunei e/o puntelli metallici regolabili). Quindi il pilastro è stato liberato dell’imbracatura, agendo da terra tirando la corda fissata alla coppiglia. Con PLE operando in quota si è estratto lo spinotto dal foro. Infine la base è stata stabilizzata, in modo definitivo, con getto di sigillatura. Prima del sollevamento si era verificato il peso del manufatto, come riportato nella targhetta incollata alla base. Si è operato alla identificazione del rischio e alle conseguenti misure di prevenzione. Per la possibile caduta del carico: l’area è stata isolata, recintata e segnalata; è stata verificata l’idoneità delle attrezzature che sono state utilizzate; si è tenuto conto delle condizioni meteo, assicurandosi che queste fossero favorevoli. Per il possibile schiacciamento: si è verificato che i lavoratori si trovassero a distanza di sicurezza; si è verificato l’efficacia della metodologia di comunicazione tra gruista e segnalatore; si è verificato che gli operati si ponessero senza esporre al rischio mani e piedi. Per il possibile rischio di instabilità della colonna: si è verificato che fossero posti in opera, nel più breve tempo possibile, i fissaggi provvisori e che fosse verificata la verticalità. Per le opere in quota accessorie al montaggio: per PLE uso dei DPI di trattenuta e di protezione del capo.







